Archivi categoria: ebook recensioni

Paolo Cognetti, Il ragazzo selvatico, uno scrittore in Val d’Aosta in cerca di qualcosa di buono lassù

Il ragazzo selvatico di Paolo Cognetti

Il ragazzo selvatico di Paolo Cognetti

Il ragazzo selvatico: quaderno di montagna di Paolo Cognetti
Terre di Mezzo, aprile 2013, 6,99 € (ebook), 12 € (libro)
Reading Life: letto in formato cartaceo in un’ora.

«La paura che avevano di noi era l’unico limite invalicabile: potevamo farci il bagno in un lago, nutrirci di lamponi e mirtilli, dormire in un prato, ma i selvatici fuggivano al nostro passaggio e ci ricordavano che non eravamo come loro, non lo saremmo mai stati».

Prima di tutto vi segnalo che, per ora, l’ultimo ebook di Cognetti è in promozione, almeno su Bookrepublic lo trovate a 2,99 € (nove euro in meno dell’edizione di carta), è del resto appena uscito nelle librerie, anche se conoscendo l’autore sapevo che ci stava lavorando da mesi e che sarebbe apparso per l’editore Terre di Mezzo invece che la “solita” Minimum fax. Come precisa il sottotitolo “Il ragazzo selvatico” è un quaderno di montagna, la testimonianza di un periodo, più stagioni, vissuto altrove rispetto a Milano, Roma e New York ecc., i luoghi che Cognetti ci ha raccontato nei suoi libri già pubblicati

Se appartenete come me a quelli che da piccoli non andavano al mare d’estate (tutte le estati) ma in montagna, allora vi ritroverete in questo racconto; Cognetti in particolare andava in Valle d’Aosta e proprio lì è tornato trentenne in occasione di un “inverno difficile” in cui “si sentiva sperduto e sfiduciato come quando un’impresa in cui hai creduto finisce miseramente”. Chi ama la scrittura di questo autore avvertirà un brivido lungo la schiena, accidenti ha avuto un blocco? Abbiamo rischiato – pensate all’egoismo del lettore! – di non leggere mai “Sofia si veste sempre di nero”? Ebbene sì.

Tra l’altro mi sovviene che molti di voi avranno incontrato questo scrittore leggendo il suo blog paolocognetti.blogspot.it prima delle sue storie (stampate o elettroniche) e quindi gli odori del sottobosco, il vento fra i rami degli alberi vicino alla baita, il suo barbarico YAWP sopra i tetti del mondo, che scoprirete se lo leggerete, li avrete già percepiti nelle stanze della “casa digitale” di Cognetti; qui il post dove parla di “Il ragazzo selvatico” a proposito. È lui stesso a spiegare come questo suo breve scritto fosse in gestazione mentre rifletteva sulla sua amata letteratura americana o sulle lettere dall’Africa della Blixen.

D’accordo insomma ma alla fine cosa ha scritto Cognetti stavolta? Ha riempito un quaderno su un anno trascorso in montagna dove, conscio della lezione di McCandless non è andato, in cerca della wilderness e della solitudine ma della civiltà e dei rapporti umani. Allora leggo qualcos’altro direte voi. Non cadete nell’inganno, quello che leggiamo è l’equivalente di un bastone levigato dopo giorni di lavoro, che un tempo è stato ramo e adesso aiuta nel cammino. “Il ragazzo selvatico” è il racconto di come cerchiamo qualcosa quando crediamo di averla perduta. E invece è sempre stata là dove l’avevamo lasciata.

Postilla, se avete più o meno la mia età tutta questa storia vi avrà rammentato uno scambio di battute tra Cedro e Paolino, due personaggi di “Marrakech Express” (1989) che riporto qui di seguito. Cedro: “Pensa che io sono andato in montagna perché ho letto ‘Angeli di desolazione’ di Kerouac, solo che lui dopo nove mesi ha scritto un libro ed è tornato giù, io sono dieci anni che sono là…” Paolino: “E non hai nemmeno scritto un libro”. Ecco Cognetti ora guarda le montagne dal finestrino di un’automobile incolonnata su un cavalcavia milanese ma è anche tornato a scrivere. Se volete capire come ha fatto leggete “Il ragazzo selvatico”.

2 commenti

Archiviato in ebook recensioni

Jeremy Greenfield, Finding The Future of Digital Book Publishing, un ottimo ferro del mestiere

Finding The Future of Digital Book Publishing di Jeremy Grenfield

Finding The Future of Digital Book Publishing di Jeremy Greenfield

Finding The Future of Digital Book Publishing di Jeremy Greenfield
Betterway Books, febbraio 2013, 6,04 €
Reading Life: 5.4 ore di lettura, 27 minuti ogni sessione, 553 pagine girate.

«In the media business, the products we produce are a manifestation of our personalities […]. The industry is changing so quickly that one has to be a voracious consumer of information just to keep up».

Jeremy Greenfield è il responsabile dei contenuti (editorial director) del sito DigitalBookWorld.com (DBW); se volete tenervi aggiornati sull’editoria digitale non dovrebbe mancare tra le vostre fonti preferite di informazione. Ora Greenfield ci offre uno strumento molto pratico per dipengersi un quadro di cosa sta succedendo negli USA, un agile ma denso ebook chiamato Finding The Future of Digital Book Publishing reperibile su qualsiasi libreria on-line a sei euro o poco meno.  Fidatevi, diciannove interviste ad altrettanti protagonisti del “ebook business” che sta sconvolgendo l’editoria tradizionale.

In genere non sottolineo i libri, con gli ebook ho iniziato a farlo, tanto non si rovinano, e a un certo punto della mia lettura della raccolta di interviste di Greenfield mi sono accorto che stavo prendendo appunti sul mio Kobo come non avevo mai fatto. Finding The Future è un telescopio puntato verso la Luna dell’editoria digitale, che non è appunto qui sulla Terra, in Italia, ma sulla Luna (gli USA). Ancora una volta “sono gli scenari futuri, le utopie che diventano realtà, le pagine dedicate alle previsioni del futuro” come ha scritto Marcello Zane a proposito dell’avvento dei PC in Italia negli anni Ottanta che tornano e ci affascinano.

Ogni intervistato ha modo di parlare di sé – possiamo conoscere i suoi studi e la sua carriera, più volte Greenfield ci avvisa che tra il tempo dell’intervista e quello della pubblicazione hanno cambiato mansione o azienda – e soprattutto vengono invitati a rispondere su come reclutano il proprio personale, su quali prezzi ragionano circa i beni digitali che producono, sui diversi formati, sul marketing, sulla distribuzione, sulla “discoverability” dei libri elettronici, su cosa si aspettano che accadrà nel loro settore in futuro e anche su quali storie stanno leggendo e su quale supporto (molto interessante quest’ultimo punto, tanto da essere richiamato in appendice).

“L’editoria libraria ha un vantaggio molto specifico quando passa dalla carta al digitale; a differenza dei giornali e delle riviste i lettori pagano e hanno sempre pagato per usufuire dei suoi contenuti” (David Nussbaum); “Parlando di marketing, dobbiamo venire a patti con un mondo dove ci sono meno opportunità di scoprire nuovi titoli attraverso negozi fisici, dobbiamo così migliorarci nel marketing” (Chantal Restivo-Alessi); “Alla fine nascerà un’industria editoriale più forte, più sveglia e più resistente, questa è sempre una buona cosa” (Michael Tamblyn); “Ogni editore deve mettersi lì e capire come avvicinare il proprio lettore” (Rick Joyce).

Sono solo quattro citazioni dei protagonisti dell’editoria digitale d’oltre oceano interpellati da Greenfield – trovate l’elenco puntuale degli intervistati cliccando qui – e se nemmenno una di loro vi ha scaldato il cuore o fatto suonare un campanello significa che probabilmente non lavorate in questo settore oppure non siete ottimisti. Senza paura questa ventina di persone si aspetta per il 2015 di avere il 40% delle proprie entrate dal digitale, vi sembra poco? Finding The Future è una fotografia di chi sta cavalcando la cresta dell’onda digitale ora, se in Europa staremo a guardare  o prenderemo anche noi la nostra tavola per unirci ai surfisti statunitensi è difficile capirlo.

1 Commento

Archiviato in ebook recensioni

Simone Perotti, Dove sono gli uomini? Manca il coraggio al sesso forte?

Dove sono gli uomini? di Simone Perotti

Dove sono gli uomini? di Simone Perotti

Dove sono gli uomini? di Simone Perotti
Chiarelettere, gennaio 2013, 9,99 €
Reading Life: 2.8 ore di lettura, 18 minuti ogni sessione, 673 pagine girate.

«Senza la wild card o i bonus del ruolo e della bontà di giudizio delle donne [l’uomo] cade in basso, là dove occorre scarpinare davvero, confrontarsi davvero, dimostrare davvero, vivere davvero. […] Solo che gli uomini non l’hanno dovuto fare mai, mentre le donne sanno bene che cosa significhi».

Dopo aver letto anni fa “Adesso basta” di Simone Perotti ero curioso di leggere il suo quarto saggio, su inMondadori si trova a meno di dieci euro ed è, mentre scrivo, secondo nella classifica Sociologia alle spalle del solo Severgnini e i suoi “Italiani di domani”. L’analisi di Perotti si concentra non più come invece i tre scritti precedenti sul downshifting (il riprendersi la vita scalando marcia per essere finalmente liberi) ma sugli uomini, gli uomini in quanto genere, un genere sperduto nel XXI secolo di fronte alle donne che non li “trovano” più, sebbene li cerchino ancora.

Diviso in tre parti (Assenti ingiustificati, Fughe e sopravvivenze, Forse questo è il momento) “Dove sono gli uomini?” è una carrellata di testimonianze di prima mano delle donne incontrate da Perotti (classe 1965) in questi anni, durante i quali ha girato l’Italia presentando i suoi libri o andando per mare. Utilizzando le sue parole ne viene fuori “un affresco mai visto, a tratti orribile, profondamente diverso da quello che pensavano di conoscere” sull’inconsistenza degli uomini fra i 30 e i 50 anni “alienati fra lavoro che cambia, una vita familiare esplosa, relazioni remote, socialità insoddisfacente”.

Tra tutti gli esempi o gli episodi di vita citati da Perotti (e che rispondono al desolato dipinto citato sopra spesso raccontato dai media: vite parallele, inganni, violenza) a me è piaciuto quello che lui stesso ha citato “per la sua emblematica eccezionalità”, quello di Loredana, una trentenne in pace con se stessa – che è soddisfatta del proprio lavoro e continua ad arricchirsi intellettualmente – che ha addirittura trovato e sposato un uomo decente. Ecco, nonostante, come affermi l’autore, più l’autostima delle donne sale più quella degli uomini scende, forse esistono uomini che hanno già ritrovato loro stessi.

P.S. In un libro che ha come centro la “ricerca” degli uomini ho trovato curioso che Perotti non abbia messo nero su bianco la sua testimonianza, non abbia aggiunto vale a dire in modo esplicito la propria esperienza di interazione con le donne che si ritrova riflessa nei racconti agghiaccianti delle sue interlocutrici. Chissà, magari la ritroverò in un seguito di questo saggio.

Lascia un commento

Archiviato in ebook recensioni

Douglas Adams, La lunga oscura pausa caffè dell’anima, (però io preferisco il tè)

La lunga oscura pausa caffè dell'anima di Douglas Adams

La lunga oscura pausa caffè dell’anima di Douglas Adams

La lunga oscura pausa caffè dell’anima di Douglas Adams
Traduzione di Marco e Dida Paggi
Arnoldo Mondadori Editore, novembre 2012, 6,99 €
Reading Life: 4,4 ore di lettura, 23 minuti ogni sessione, 2009 pagine girate.

«Esistono persone che ci piacciono a pelle, altre che pensiamo che col tempo potremmo anche riuscire a farci piacere, e altre ancora che vorremmo semplicemente tenere lontane con un forcone».

Un’offerta lampo sulla maggior parte delle librerie on-line mi ha fatto acquistare qualche giorno fa su kobobooks.it un inedito di Douglas Adams risalente addirittura al 1988: The Long Dark Tea-Time of the Soul. Non appartiene al ciclo della Guida galattica per autostoppisti ma a quello che ha come protagonista Svlad Cjelli, o meglio Svlad Gently detto Dirk, appena due libri – “Dirk Gently, Agenzia Investigativa Olistica” (1987) e appunto “La lunga oscura pausa caffè dell’anima” – in confronto ai cinque (o sei) della saga più celebre di Adams.

Se avete mai letto e amato come il sottoscritto American Gods (2001) di Neil Gaiman è probabile che apprezzerete questa seconda avventura di Dirk Gently alle prese nientemeno che con Odino, il padre degli dei, e Thor, il dio del tuono. Nell’universo immaginato da Adams come in quello di Gaiman sono gli uomini ad aver “creato” le divinità e dopo tanti secoli quelli nordici non se la passano troppo bene, sono addirittura così stanchi da mettersi nei guai quando incontrano i veri cattivi degli anni Ottanta: avvocati e pubblicitari.

Grazie al metodo olistico di Gently ovvero l'”interconnessione di fondo tra tutte le cose”, ogni bizzarro (a prima vista) frammento di questa che fino a quasi la fine sembra una storia sconclusionata – Odino, Thor, Kate, un distributore di Coca-Cola, un’enorme aquila con dei cerchi sulle ali – troverà una spiegazione tra Londra, la Norvegia e il Walhalla, il tutto condito dallo humor inglese e dal procedere per accumulo che ha reso famoso Adams e la sua Guida galattica. Avvertenza, per alcuni potrebbe non bastare il fuoco di fila di trovate a giustificare l’acquisto 😉

Lascia un commento

Archiviato in ebook recensioni

David Mitchell, Cloud Atlas, un meraviglioso atlante delle nuvole per ora solo di carta

Cloud Atlas di David Mitchell

Cloud Atlas di David Mitchell

Cloud Atlas di David Mitchell
Frassinelli, novembre 2012, 14,90 €, 616 pagine
Reading Life: come faccio a dirvi quanto ho impiegato a leggerlo? Non c’è l’edizione elettronica 😉

«”Quando esalerai l’ultimo respiro capirai che la tua vita altro non è stata che una piccola goccia in un oceano sconfinato!” Ma cos’è l’oceano se non una moltitudine di gocce?».

Facciamo un gioco, andate su google e scrivete “cloud atlas ebook”, le successive chiavi di ricerca sono: ita, italiano, ita download. Risultati simili appaiono con “hunger games ebook” del resto: ita, gratis, ita pdf. Non ho indagato ma è chiaro che è possibile reperire piratato e in formato digitale l’ottimo romanzo di David Mitchell Cloud Atlas; a oggi l’edizione italiana è esclusivamente cartacea…  Perché Frassinelli (ovvero Sperling & Kupfer e di conseguenza Mondadori) non hanno pubblicato l’ebook in italiano? Possono esserci molte ragioni, rimane il fatto che per adesso “ne gh’è minga” 😦

“L’atlante delle nuvole” come sottolineava tra gli altri Tullio Avoledo su Twitter, quando uscì nel 2005 in Italia se lo filarono in pochi, eppure la struttura narrativa – analizzata brillantemente da Cristiano de Majo su Rivista Studio, leggete il suo post: “L’atlante della letteratura” – è così elaborata e particolare da avere attirato l’attenzione dei fratelli Wachoski che ne hanno tratto un lungometraggio, Cloud Atlas, appunto. Se siete in cerca di un riassunto della trama vi invito a leggere quello di Monica Cruciani su booksblog.it (cliccate qui). Io l’ho appena finito e ve lo consiglio (non ho visto il film).

In questo post non voglio tanto parlare del romanzo di Mitchell (bravo!) ma di come il suo sia un caso esemplare di cortocircuito tra editoria digitale e tradizionale. Quanti libri ha scritto questo autore? Cinque, tutti tradotti da Frassinelli nell’arco di dieci anni: Nove gradi di libertà (2001; 2012 Sperling & Kupfer), Sogno numero 9 (2002), L’atlante delle nuvole (2005), A casa di Dio (2007), I mille autunni di Jacob de Zoet (2010).

Nessun titolo di Mitchell è per ora disponibile in ebook. Quanti sono acquistabili a gennaio 2013? Tre. Due sembrano non disponibili a credere agli store on-line Mondadori. Era possibile andare in libreria nell’autunno 2012 e trovare l’edizione de “L’atlante delle nuvole” uscita nel 2005? No, era in preparazione un’edizione nuova, con una copertina inedita, la locandina del film di Lana e Andy Wachoski e Tom Tykwer uscito nelle sale il 10 gennaio 2013.

Qual è il paradosso? Semplice, le opere di David Mitchell in lingua originale e in formato digitale esistono, le trovate su Amazon, Kobobooks ecc. Non è di certo un autore contrario al libro elettronico. Eppure, forse perché i diritti digitali dei suoi romanzi in Italia non sono ancora stati discussi o un accordo non è stato trovato… niente, gli ebook ce li scordiamo. Peccato anche per Frassinelli. Vi ricordo quanto sia decisiva l’uscita di un film per le vendite di un titolo a esso legato (anche uscito da molto tempo), per fare un esempio su Bookrepublic.it l’epub “Vita di Pi” di Yann Martel è quarto in classifica.

Esiste una rivoluzione digitale in campo editoriale? Sì; rendere obsoleto il “salvo esaurimento scorte” – come Fabrizio Venerandi di Quintadicopertina ha intitolato il suo blog –, cioè rendere reperibili sempre e comunque le storie di un autore (tutte) è il primo punto di questa rivoluzione. Non sarà facile ma ci arriveremo.

3 commenti

Archiviato in ebook recensioni

Gillian Flynn, L’amore bugiardo, Amy potrebbe dirvelo, potrebbe eccome se fosse qui

L'amore bugiardo di Gillian Flynn

L’amore bugiardo di Gillian Flynn

L’amore bugiardo di Gillian Flynn
Traduzione di Francesco Graziosi e Isabella Zani
Rizzoli First, dicembre 2012, 9,99 €
Reading Life: 8 ore di lettura, 45 minuti ogni sessione, 1800 pagine girate.

«Avevo commesso un errore colossale, che avrebbe avuto conseguenze disastrose. Forse era la mia coscienza, che raspava alle pareti della cella in cui era sepolta».

Due settimane fa vi ho scritto della collana Rizzoli First, in sintesi: in un mercato editoriale dove è più semplice trovare un titolo cartaceo che elettronico come ti comporti tu lettore/consumatore se ti propongo per un periodo limitato (un mese più o meno) SOLO in ebook un determinato romanzo/saggio? Ebbene con il terzo libro tradotto in italiano di Gillian Flynn Rizzoli l’ha fatto. Ha sperimentato. Dal 6 dicembre a oggi… o elettronico o non lo leggi (!). E si tratta di una storia che mi ha letteralmente reso schiavo del mio Kobo Glo fino a quando non l’ho terminata, spero venda tantissimo.

Era da tempo che non mi divertivo così a leggere quello che non è un thriller ma una vicenda che, pur rasentando il grottesco (senza mai caderci), potrebbe davvero accadere o essere accaduta. A un marito, Nick, capita di perdere la moglie, Amy, sparita da un momento all’altro da casa; contemporaneamente abbiamo la possibilità di scorrere le pagine del diario di Amy – e lo stesso sta facendo la polizia impegnata nelle indagini. Quello che mi ha stregato della scrittura della Flynn, i due protagonisti raccontano della propria storia in prima persona, è stata la sua abilità nel mentire.

Sappiamo che Nick non ci sta dicendo tutta la verità ma non sappiamo quanto ci sta nascondendo. Amy è scomparsa ma i sospetti che si vanno addensando sul marito ne fanno un assassino? Persino così vi ho già detto troppo 🙂 L’amore bugiardo (ma io preferisco il titolo originale “Gone Girl”) è pura suspense, anche dopo quando si susseguono i primi colpi di scena ed è anche una riflessione sul sentimento che ci lega agli altri persino quando la persona che amiamo si rivela capace di azioni impensabili – ma in realtà non la amiamo proprio per questo?

E adesso, beh, per come sono fatto voglio leggere ogni cosa scritta da questa autrice, al più presto! Ma… i primi due romanzi della Flynn – Sulle pelle e Nei luoghi oscuri – sono stati pubblicati in Italia negli anni scorsi da Piemme, non esistono ancora in formato elettronico e nelle librerie non si trovano… capite che è una follia vero? Che il sistema non funziona? ^_____^ Non mi resta altro che A) Con un colpo di scena Rizzoli acquisisca i diritti anche di questi due titoli e li metta ora in commercio in digitale; B) Uguale alla prima ipotesi ma che sia Piemme a farlo; C) Comprarli entrambi subito su inMondadori.it a 13,70 euro.

Lascia un commento

Archiviato in ebook recensioni

Paolo Giordano, Il corpo umano, quindi è così che va in pezzi, pensa

Il corpo umano di Paolo Giordano

Il corpo umano di Paolo Giordano
Mondadori, ottobre 2012, 9,99 €
Reading Life: 5 ore di lettura, 25 minuti ogni sessione, 2512 pagine girate.

«Lascia che quella sensazione appiccicosa lo trascini in una serie di fantasie via via più cupe, fino a sfiorare pensieri di morte».

Comprarlo, non comprarlo, alla fine ho deciso, un salto su inMondadori e dopo un attimo ecco il secondo libro di Giordano – nei giorni precedenti mi ero dedicato al suo esordio, ne scriverò – sul mio Kobo Glo. Cinque ore dopo… va bene, ben descritta la storia dei fratelli Egitto, buffa quella lunga digressione in Gulistan, l’ambientazione militare ed anche le storie “laterali” di personaggi come René, Ietri, Cederna, Masiero che in fondo al protagonista di questo libro, Alessandro Egitto, non importano granché tanto che a un certo punto non hanno preso neppure il sottoscritto.

Veniamo a noi: “Il corpo umano” non è una storia di/sulla guerra (almeno quanto non lo è il film “Mediterraneo”; chissà se il personaggio di Abib non sia un omaggio al “Nonzo” di Salvatores), non è una storia scritta male – fila liscia fino alla sua conclusione ad orologeria, con i suoi bravi colpi di scena ecc. – ma di sicuro potrebbe non “prendere” tutti i suoi lettori. Quando a un certo punto mi sono trovato a domandarmi: “Ok, allora adesso chi morirà tra i soldati che mi ha descritto Giordano?” ho capito di essere saltato fuori dal Lince, di essere sfuggito al suo meccanismo narrativo.

Quand’è che si ripiomba all’interno della storia di Giordano? Quando (sebbene di certo si sia documentato, abbia persino toccato con mano la polvere afghana per ricreare l’ambientazione militare ed esotica) narra del rapporto tra i due fratelli Egitto – Alessandro e Marianna – la vicenda che voleva raccontare, quella dove si trova più a suo agio, quella dove gli riesce meglio continuare a indagare la sua ossessione: quanto i nostri corpi siano reali (e abbiano esigenze del tutto estranee alla mente razionale) e quanto le nostre esistenze siano invece in balia dei sentimenti e della ragione. Aspetto un terzo libro più felice.

Lascia un commento

Archiviato in ebook recensioni

Paolo Cognetti, Sofia si veste sempre di nero, inseguendo un caratteraccio tra Milano e New York

Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti

Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti
Minimum fax, settembre 2012, 7,99 €
Reading Life: 3.1 ore di lettura, 26 minuti ogni sessione, 1081 pagine girate.

«”Ci sono ancora tante storie che non so”. “Oh be’. Pietro, inventale. Non sono mica le sacre scritture. Ti do il permesso, usa la fantasia.”».

Vi ho mostrato come comprarlo direttamente dal Kobo Touch in questo post e ora che l’ho finito posso anche recensirlo, non segnalarlo perché questo libro merita. Intanto dura troppo poco 🙂 Tre ore volate tra ieri e oggi; soprattutto, dato che si tratta di racconti legati tra loro, il Touch mi segnalava la durata parziale delle singole parti e alla fine di Brooklyn Sailor Blues mi sono detto: “Nooo, e adesso? Davvero non potrò sapere più nulla di Sofia?”. Per fortuna quei diavoli di Minimum fax hanno riservato una sorpresa ai lettori dei loro ebook, chi ha presente i film dei “Pirati dei Caraibi” sa cosa voglio dire…

Premessa, importante, da Paolo, per i casi strani della vita, andavo a ripetizioni di matematica, poi l’ho perso di vista per anni e sono stato contento di saperlo scrittore, ho letto con piacere il suo “Manuale per ragazze di successo” del 2004, la Milano che lui racconta è la mia Milano, c’erano e ci sono tutte le premesse perché mi ritrovi in quello che ha da dire. E poi c’è la scrittura, precisa come le equazioni che tentava con pazienza di insegnarmi, talmente precisa che alla fine ti sembra semplice e scorri sulla pagina avvinto dalla storia di Sofia e della sua famiglia, delle sue peregrinazioni tra Milano e NY.

Intanto, nonostante siano appunto racconti indipendenti fra loro (addirittura i ringraziamenti finali sono personalizzati per ciascuno), “Sofia si veste sempre di nero” l’ho inteso come un romanzo breve né più né meno. Il centro della vicenda è chiaro, è la protagonista, tutto intorno padri, madri, zie, amici – raramente semplici comparse, anche le città, c’è pure un pizzico di Roma sono “personaggi” – come in un film corale americano, cosa farà Sofia? Dove porterà scompiglio questa volta? Quale sarà il destino di sua madre, suo padre e le attrici e l’amico d’infanzia li rivedremo ancora?

Se volete entrare nelle storie di Sofia sappiate che entrerete nella storia di una famiglia, sia quella tradizionale sia quella formata dagli amici, che in questi anni è diventata importante per quelli della mia generazione; sappiate che percorrerete le strade di una Milano pre-grattacieli, della periferia meneghina settentrionale nel momento in cui le fabbriche smisero di produrre e divennero luoghi da occupare (e poi ancora essere abbattute per far posto a nuovi condomini), di villaggi recintati dopo la tangenziale dove su un albero puoi costruire un casetta ma forse sei più prigioniero che mai.

Qual è la cifra di Paolo? Una scrittura non fine a se stessa dicevo, non un’esibizione di bravura, bella eh? ma in genere sterile o autoreferenziale. Caspita, qui è diverso, c’è una storia finalmente, c’è uno scrittore che si mette da parte o se compare è discreto, e lascia che Sofia diventi così vera da dire, “ma io la vorrei incontrare domani e anche sua zia Marta”, e grazie per avermi fatto entrare all’Alfa di Arese, grazie per avermi portato a New York e se Paolo afferma che “quello che scrivo non mi sembra mai abbastanza bello e non mi sembra mai giusto come lo vorrei” almeno per questo lettore, per me, lo è.

2 commenti

Archiviato in ebook recensioni

Mondadori XS, la collana di ebook brevi, venti minuti di lettura a un euro o poco più

La copertina dell’ebook di Bonami nella collana XS di Mondadori

20 settembre, ho aspettato la mezzanotte – datemi pure del matto – e su Google Play, perché su altri store non ci sono ancora (stamattina sì, ndr), ho acquistato tre titoli della neonata collana XS di Mondadori. Collezione extra small? Proprio così, anche Mondadori come altri (avete letto spero il post di Mattia Nicchio sulla collana Zoom di Feltrinelli) ha messo sul mercato dei testi brevi in formato ebook, per me, al costo di 0,99 centesimi, ha significato leggere una ventina di minuti a titolo.

Leggo dal comunicato ufficiale (cliccate qui) che gli “XS di Mondadori si caratterizzano per la scelta degli autori, delle storie o dei temi trattati” tanto ambiziosi da ambire a “vedere, leggere e affrontare la realtà” in modo nuovo. Messo in soggezione da simili dichiarazioni di intenti mi sono limitato ad acquistarne tre: Con Picasso incasso di Francesco Bonami, 2012 Ultime notizie dalla fine del mondo di Roberto Giacobbo e Pastiche proustiano in salsa biancoceleste di Alessandro Piperno.

Innanzitutto le copertine (le prime sei le vedete qui sotto): sono essenziali, non vi compare nemmeno il logo o la scritta Mondadori, un elemento grafico – le strisce della maglietta di Picasso, l’anno 2012, un pallone, l’Annunciata di Antonello da Messina, un sipario, un dettaglio della nuova copertina di Paolo Barbieri per l’ultimo libro di Licia Troisi (quest’ultimo ebook è un teasing a tutti gli effetti del volume in uscita a novembre) – poi il titolo e il nome bello in grande dell’autore.

I tre libri elettronici da me acquistati hanno 19 (Bonami), 26 (Giacobbo) e 22 (Piperno) “pagine”, sono in realtà di meno se togliamo copertina, quarta, biografia dell’autore, occhiello di apertura, pagina del copyright finale ecc. Come vi ho anticipato, ho impiegato per leggere ciascun XS tra i venti e i trenta minuti, decidete voi se il prezzo – 0,99 centesimi – è giusto, Mattia sosterrebbe di no, gli editori di sì, come ho già scritto per me il prezzo dell’ebook è un falso problema.

Il pamphlet di Bonami è una stringatissima analisi del successo planetario del fenomeno Picasso, artista che ha dato il titolo anche a un altro suo libro del 2010 Si crede Picasso, Mondadori sostiene che sia un inedito, non ho gli strumenti per dirlo, una sintesi della sintesi della sintesi? Se c’è qualche suo lettore nei paraggi mi piacerebbe sapere la sua opinione. A me è sembrato un po’ troppo legato all’attualità e i riferimenti a Steve Jobs e Strauss-Kahn lasciano il tempo che trovano.

Giacobbo esordisce invece con “questo è il più breve libro, in assoluto, che cerca di dare una spiegazione completa del mistero della cosiddetta profezia maya”. E soprattutto è onesto, dice che il suo libro ora nelle librerie ha finito di scriverlo nel 2009 quindi 2012 Ultime notizie dalla fine del mondo si configura anche come una sorta di aggiornamento delle scoperte più recenti legate alla ormai famigerata predizione sudamericana. Divertente se vi piace guardare Voyager.

E Piperno, come vedete dalla copertina, è un pastiche a tema calcistico/letterario del 2005 apparso su “Nuovi Argomenti” in due parti; se siete in crisi di astinenza da scrittura da Premio Strega e volete sapere perché “la Lazio per me è una cosa dannatamente seria, per questo la butto in burletta” sarete accontentati. Il mio giudizio sulla collana? Positivo, non ti promette nulla che poi non mantiene. Se siete in cerca di ebook molto brevi sotto i due euro li avete trovati.

Aggiornamento 30/09: se desiderate approfondire la vostra conoscenza della collana, vi segnalo l’intervista di Gloria M. Ghioni (‏@GloriaGhioni) all’ideatore di XS, Francesco Anzelmo, direttore editoriale della sezione saggistica di Mondadori, la trovate su www.criticaletteraria.org.

Immagini | Google Play e www.mondadori.it

2 commenti

Archiviato in ebook recensioni

Tom Bissell, Voglia di vincere, un saggio sui videogiochi per chi crede nelle vita extra

Voglia di vincere di Tom Bissell

Voglia di vincere di Tom Bissell
Isbn Edizioni, prima edizione digitale 2012, 8,99 €
Reading Life: 5 ore di lettura, 27 minuti ogni sessione, 993 pagine girate.

«So che i videoiochi hanno arricchito la mia vita. Su questo non ho dubbi. Mi hanno anche rovinato la vita. Su questo non ho dubbi».

Era da tempo che lo tenevo d’occhio su Bookrepublic e complice il fatto che l’avevo appena regalato a un amico ho rotto gli indugi. Che cos’è questo saggio di Bissell? In parole semplici il distillato dell’esperienza di un videogiocatore; le argute riflessioni sul fenomeno dei giochi per console che negli ultimi quarant’anni si sono aggiunti a quelli tradizionali. Un avvertimento, riuscirete davvero ad apprezzarlo se siete già dei giocatori ma se non lo siete potrebbero darvi dei suggerimenti per capire chi si svaga per ore davanti a uno schermo ^____^

Non so se come me scoppierete a ridere mentre lo leggerete o vi ritroverete delle riflessioni già vostre (“Ehi, l’ho pensato anch’io!”), so che questo “Extra Lives: Why Video Games Matter” – il suo titolo originale – era necessario. Un’intera industria, quella dei videogiochi, sforna nuove creazioni anno dopo anno e sarebbe sbagliato ignorarla perché “non conta”. Farsi delle domande su come sono fatti questi giochi, quali siano i loro limiti, quali i loro meccanismi, quali i loro pregi era un dovere e Tom Bissell è riuscito a dare delle prime lucide risposte.

1 Commento

Archiviato in ebook recensioni